Farnese
La creazione si ispira agli elementi caratterizzanti la Tazza Farnese, custodita all'interno del Museo Archeologico di Napoli. Nella Tazza sono ravvisabili le piramidi, una sfinge e una cornucopia, quest'ultima uno dei simboli iconici della cultura e del folklore partenopei. Il ciondolo è disponibile nella doppia variante, con un corno o con 3 corni. Realizzato in oro giallo 18k e con diamanti incastonati (bianchi e colorati) per 0.54 ct.
Rifinito a mano da esperti orafi artigiani e rigorosamente Made in Italy.
Il ciondolo è corredato da una brochure esplicativa che spiega la connessione esistente tra la creazione orafa e l'elemento storico-artistico da cui ha tratto ispirazione.
Dimensioni: 35 mm x 28 mm
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Il Museo archeologico di Napoli custodisce una delle più ricche esposizioni al mondo, con manufatti antichi e moderni provenienti dai luoghi più svariati. Un immenso tesoro cittadino, lasciato a Napoli da re Carlo di Borbone contenente gemme che per la gran parte rientrano nella collezione Farnese, creatasi a Parma nella prima metà del Seicento e che comprendeva già altri pezzi provenienti da precedenti raccolte private. Da quelle quattrocentesche di papa Paolo II, a quelle di Lorenzo il Magnifico (che usava apporre le proprie iniziali su molti reperti di sua proprietà), fino ad ulteriori aggiunte dei cardinali Ranuccio, di Alessandro Farnese e di Fulvio Orsini. Splendide le gemme romane del primo secolo, che si affiancano a quelle rinascimentali e seicentesche, sempre ispirate a motivi classici. Nel museo esistono ben 2000 cammei della collezione Farnese, più altri 350 provenienti dagli antichi siti archeologici della Campania. Un patrimonio unico per il suo genere, che si riassume in un unico, grande capolavoro: la Tazza Farnese. Talmente bella, che nei secoli è stata bramata da re, nobili e imperatori. La tazza è, precisamente, un piatto di libagione ellenistico, forgiato in agata sardonica e risalente al II secolo avanti Cristo. L’oggetto, una delle meraviglie assolute del mondo antico e in esposizione al piano terra del Mann, pare sia appartenuto allo stesso Ottaviano Augusto, a seguito della conquista dell’Egitto. Passato poi nelle proprietà degli imperatori romani d’Oriente a Costantinopoli tornò a Roma all’inizio del Duecento. La tazza fu acquistata da Federico II, prima di riscomparire e di errare in Oriente, tra Samarcanda ed Herat, per poi tornare in Italia. Fu acquistata da re Alfonso d’Aragona e dallo stesso Lorenzo il Magnifico. Fino a confluire nella Collezione Farnese. Oggi incanta sguardi e occhi di visitatori e turisti, in uno dei più ricchi musei d’Europa.
Il ciondolo riportato di lato si ispira nei suoi elementi caratterizzanti proprio alla Tazza Farnese, dove sono ravvisabili le piramidi, una sfinge e una cornucopia, quest’ultima proprio uno dei simboli caratterizzanti la cultura e il folklore partenopei.
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